sabato 24 aprile 2021

Recensione “La Casa di Sale e Lacrime” di Erin Craig

 Bentornati lettori!!

 Come state!?

Finalmente dopo quasi un mese di ansia e fatiche sono riuscita a finire di leggere “La Casa di Sale e Lacrime”! 

Non sarà una recensione del tutto negativa, non vi preoccupate! Però devo ammettere che in questo mese ho fatto fatica a leggere... e non ho capito se sia stata colpa del libro che non mi ha invogliata più di tanto o semplicemente se sia stato un periodo in cui la voglia di dedicarsi alla lettura era stranamente bassa... 

a voi è mai capitata una cosa simile? 

Sicuramente posso affermare che questo libro non è stato uno stimolo a leggere... anzi... molte volte non avevo proprio voglia di immergermi tra le sue pagine. Un peccato, considerando che all’inizio la trama mi ispirava tantissimo... 

ma comunque.. andiamo per ordine, e iniziamo la nostra recensione!


Titolo: La Casa di Sale e Lacrime

Autore: Erin A. Craig

Genere: Paranormal YA/Fiaba/Thriller

Editore: Fanucci Editore

Pubblicazione: 2019

Pagine: 316

Prezzo di copertina: 14,90 €

Voto complessivo: 6


Trama: 

Annaleigh conduce una vita riservata e isolata a Highmoor nella casa di famiglia sulle coste rocciose di Salten, con le sorelle, il padre e una matrigna. Un tempo erano dodici, ma ora un inquietante silenzio rimbomba nelle grandi stanze, dopo che quattro vite sono state interrotte. Ogni morte è stata più tragica della precedente: un'epidemia, una caduta fatale, un annegamento, un tuffo insidioso... E nei villaggi circostanti corre voce che la famiglia sia stata maledetta. Ossessionata da una serie di visioni spettrali, Annaleigh è sempre più convinta che le morti non siano state solo un incidente. Tutte le notti fino al sorgere del sole le sue sorelle partecipano di nascosto a balli scintillanti, strette in eleganti abiti di seta e scarpine luccicanti, e Annaleigh non sa se cercare di fermarle o unirsi ai loro appuntamenti segreti per scoprire cosa sta succedendo. Perché con chi, o con cosa, stanno davvero ballando? Quando il coinvolgimento di Annaleigh con un misterioso ed enigmatico sconosciuto si intensifica, dandole nuovi elementi per scoprire la verità su ciò che sta distruggendo la sua famiglia, inizia una corsa contro il tempo per sciogliere l'oscuro enigma che coinvolge le sue sorelle, prima che venga rivendicata la prossima di loro.


La mia recensione


Sarò sincera, mi ha molto incuriosita fin da subito il fatto che il libro fosse un rimaneggiamento di una storia già nota. Infatti la trama si basa su personaggi e spunti tratti dalla famosa fiaba dei fratelli Grimm “Die zertanzten Schuhe” che quelli bravi in tedesco avranno saputo leggere e tradurre. Per quelli - come la sottoscritta- che hanno problemi anche solo a pronunciare “würstel”, il titolo della famosa fiaba potrebbe essere tradotto in italiano più o meno così:  "Le scarpe da ballo consumate" o "Le scarpe frantumate". 

Entrambe le traduzioni fanno schifo, lo so... per questo la chiameremo molto semplicemente la fiaba delle dodici principesse danzanti! 

I nostalgici ricorderanno il meraviglioso film di animazione che ci ha regalato la Barbie e che ha segnato la mia infanzia. 



Forse è proprio questo bel ricordo di infanzia che mi ha spinta a leggere questo libro, romanzo d’esordio dell’autrice americana Erin Craig. Ebbene... Barbie batte Craig 1000 a ZERO. 



Mi sento però di spezzare una lancia a favore dell’autrice per due ragioni: 
1- gareggiare con Barbie e vincere è impossibile!
2- non tutto il libro è da buttare via! Assolutamente!! 

Infatti ho apprezzato molti aspetti che ora vi illustrerò a mo’ di classifica!! 

Il PODIO degli aspetti che più ho apprezzato di “La Casa di Sale e Lacrime”.

POSIZIONE N. 3

Medaglia di bronzo alle ambientazioni e alla cornice fantasy che l’autrice è riuscita a dipingere. Sicuramente ci è voluta molta fantasia e originalità ad inventare il mondo in cui la storia è ambientata, creando le varie isole abitate da popoli tutti diversi ma con usanze, culture e riti ben definiti e descritti. Anche gli ambienti sono dettagliatamente descritti, cosa che mette in risalto la ricca immaginazione dell’autrice. Tuttavia, devo ammettere che molte volte ho trovato tutte queste descrizioni un po’ troppo pedanti e semplicistiche. 

Lo confesso... molte parti descrittive le ho saltate...  



POSIZIONE N. 2

Alla posizione numero 2 invece troviamo sicuramente il finale! Non voglio fare spoiler ma devo dire che ci sono parecchi colpi di scena durante tutto il corso della trama, e anche nel finale non deludono. 
Certo, alcuni colpi di scena sono forse un po’ scontati ma non faccio troppo la critica...

POSIZIONE N.1

La Medaglia d’oro va sicuramente alla svolta thriller che l’autrice ha scelto di dare alla tradizionale fiaba dei fratelli Grimm. Intesse la trama con mistero, fantasmi, visioni oniriche e anche un po’ grottesche e splatter... nonostante tutti questi elementi inquietanti, ammetto che il libro non è riuscito pienamente a rapirmi. Infatti solo in pochi punti mi è salita la “strizza” - passatemi il termine- e quel palpitante patema d’animo che ti fa dire “okay.. me la sto facendo sotto!”. 

Diciamo che se dovessi consigliare un thriller non consiglierei di certo questo, ma sicuramente nella sua commistione di generi questo libro riesce a trovare un buon compromesso tra fantasy, fiaba, romanzo rosa young adult e thriller.

La cosa che non mi è piaciuta assolutamente è stata la caratterizzazione dei personaggi... avrei speso forse qualche parola in meno sulla descrizione degli ambienti e qualche parola in più sulla descrizione fisica dei personaggi. All’inizio della storia ho fatto molta fatica a ricordare tutti i personaggi e ad assegnarli un’identità precisa. Anche l’approfondimento psicologico avrebbe meritato qualche dettaglio in più. Il punto di vista è quello della protagonista che comunque nel complesso risulta ben definita ed articolata anche se alcuni pensieri e passaggi a volte mi sono sembrati un po’ affrettati e superficiali.

Prima di lasciarvi alla pagella del libro voglio spendere ancora alcune parole sul layout e design di copertina che ho trovato molto carino ed accattivante. Tutti quei fronzoli dorati ben alludono alle barocche descrizioni dei lussuosi ambienti nobiliari. 

La mia pagella di “La Casa di Sale e Lacrime” 

 
Originalità della storia: 6

Impatto emotivo: 6

Sviluppo personaggio principale: 7

Sviluppo personaggi secondari: 4

Scorrevolezza: 4

Ambientazioni: 7

Colpi di scena: 7

Finale: 7

Copertina/Design: 8


E voi .. conoscevate già la storia delle dodici principesse danzanti?


domenica 28 marzo 2021

Recensione "Immortal" di E.J. Allibis

 Buona domenica lettori! 

Come state?

Finalmente dopo più di un mese di assenza torno a scrivere un post dedicato ai libri! In particolare, il post di oggi è dedicato al primo libro letto nel mese di febbraio... che risulta anche essere l’ultimo libro letto in questo periodo!

Che disdetta... 

 Infatti, nell’ultimo mese sono stata molto impegnata causa laurea imminente! Ma ora che è tutto finito con ampio successo... posso tornare a dedicarmi alla lettura e alla scrittura per il blog. Quindi eccomi tornata con la mia recensione di Immortal, il primo volume della saga "Primal Spirit" di E.J. Allibis.

Devo premettere che l'avevo in libreria da una vita (tipo, dal 2014?!?!?!) e che mi era stato regalato, ma non l'avevo mai degnato di uno sguardo perchè, ahimè, come già ho avuto modo di spiegarvi in post precedenti, ripongo poca fiducia negli Young Adult... Chi di voi ha una buona memoria di certo ricorderà che mi era capitato lo stesso per Silver, (qui potete leggere l'articolo:  https://nelmondodimars.blogspot.com/2021/01/recensione-silver-il-libro-dei-sogni-di.html). Ma come è successo per quest'ultimo romanzo, anche per Immortal mi sono ricreduta, perchè... lasciatemelo dire così, senza troppi giri di parole, è stata proprio una lettura piacevole!

Ma andiamo con ordine ... lasciate che vi presenti il libro!

Titolo:
 Primal Spirit - Immortal

Autore: E.J. Allibis

Genere: Paranormal Young Adult

Editore: DeAgostini

Pubblicazione: 2012

Pagine: 364

Prezzo di copertina: 9,90 €

Voto complessivo: 7.5



Trama: 

Angel, un'irrequieta ragazza della campagna del Somerset. Fesh e Angus, due giovani musicisti della scena londinese. Lei vuole fuggire dal recinto che imbriglia i suoi diciassette anni e loro sperano di volare sulle ali della musica. Cosa li lega? Nulla, in apparenza. Ma una catena di delitti inspiegabili, eseguiti con inaudita ferocia, traccia un filo invisibile e conduce tutti a Primal Spirit, famosa Talent Factory fondata da un'enigmatica rockstar. Il velo di calma surreale che avvolge la scuola per giovani talenti presto viene squarciato da un destino inarrestabile. I ragazzi scoprono il terribile segreto che si cela dentro le mura di Primal Spirit e si ritrovano catapultati in una partita antica e drammatica. In bilico tra la vita e la morte, Angel, Fesh e Angus sono costretti a misurarsi con scelte ineludibili. L'ambizione distrugge un'amicizia e la diversità fa nascere un amore impossibile. Una realtà crudele, animata da sensazioni forti, vere, che si consumano sotto l'occhio attento di un passato eterno.

La mia recensione


Capitoli brevi, scrittura scorrevole, toni ironici e descrizioni esaustive... direi che le premesse per una lettura piacevole e rilassante ci sono tutte. Se a queste aggiungiamo anche una trama originale che unisce il mondo della musica al soprannaturale, creando un contesto giovanile ed intrigante. Ho apprezzato molto i tanti riferimenti musicali, con citazioni e rimandi ricorrenti. 
I tanti e diversi personaggi sono ben definiti ed ognuno è contraddistinto da almeno una caratteristica particolare e specifica. Le ambientazioni descritte sono ricche di particolari e facilmente immaginabili. Gli ambienti sono a tratti futuristici, creando un contesto sensazionale ed originale! 
Il finale l’ho trovato lineare allo sviluppo della trama, considerando che si tratta del primo volume della trilogia. I colpi di scena non sono pochi, rendendo la lettura ancora più intrigante e il ritmo del racconto incalzante. 
Spendo ancora qualche parola sulla copertina: carina tutto sommato ma nulla di eclatante. Font ed interlinea, invece, super leggibili. 
Ho assegnato un 6 all’impatto emotivo, in quanto l’ho trovata una lettura piacevole e scorrevole ma nulla di esistenziale. 

Insomma, perfetto per trascorrere un po’ di tempo in leggerezza avventurandosi in un mondo magico. Non pensò che concluderò la saga... ma, mai dire mai...


 Vi lascio la mia pagella con i voti relativi al primo volume della trilogia!



Originalità della storia: 7

Impatto emotivo: 6

Sviluppo personaggio principale: 8

Sviluppo personaggi secondari: 7

Scorrevolezza: 10

Ambientazioni: 9

Colpi di scena: 8

Finale: 7

Copertina/Design: 8

Curiosità 

L’autore/autrice del libro si nasconde probabilmente dietro uno pseudonimo e voci di corridoio gli/le attribuiscono origini italiane... dello stesso autore anche la precedente saga UNIKA. 
Tuttavia, non sono riuscita a trovare i volumi successivi alla saga di primal spirit... cosa che mi fa dedurre che non abbia riscontrato grande  successo... avete notizie o informazioni a riguardo??

venerdì 26 marzo 2021

La Riserva Naturale del Ponte del Diavolo - Lanzo Torinese

Il Ponte del Diavolo. 

No, non quello in Toscana, e neanche quello a Venezia. 

Qui siamo in Piemonte, poco distanti da Torino. In particolare a Lanzo Torinese, un piccolo comune incastonato nell'omonima valle che ospita la Riserva Naturale del Ponte del Diavolo. 

La principale attrazione di quest'area protetta è proprio lui: il Ponte del Diavolo, o Pont del Roch (Ponte del Masso), come preferiscono chiamarlo i piemontesi. 

Il Ponte del Diavolo di Lanzo Torinese 

La sua costruzione risale al Medioevo. Siamo nel 1378 e la realizzazione del collegamento tra le due sponde del fiume Stura era già stata tentata per ben due volte, invano. In entrambi i casi infatti il ponte era crollato. Solo la terza volta fu un successo, tanto da alimentare leggende che ne attribuiscono la realizzazione al diavolo in persona.

Secondo le storie locali infatti, il diavolo avrebbe costruito in una sola notte quest'ambiziosa opera che riveste un importante valore architettonico, date le sue misure (37 metri di lunghezza, 15 metri di altezza e 2,5 metri di larghezza). In cambio però, il diavolo avrebbe preso con sé l'anima del primo che l'avrebbe attraversato. Gli abitanti allora, per cercare di ingannare il diavolo, fecero passare per primo un cagnolino. Ma il diavolo, accorgendosene subito, divenne furioso e sbatté violentemente i suoi possenti zoccoli sulle rocce circostanti, creando ampi solchi che ad oggi sono identificati con le "Marmitte dei Giganti".

In realtà, le così chiamate “marmitte” sono fenomeni geomorfologici che derivano dall'attività di erosione dei fiumi. Il termine marmitta per molti dialetti del Nord Italia significa "pentola". Infatti, secondo la credenza locale, il diavolo o i giganti, date le grandi dimensioni di queste marmitte, le usavano per cuocerci le loro minestre. 



Al di là della leggenda, in realtà, il ponte venne realizzato da maestranze locali, venendo anche a costare parecchio! Ben 1400 fiorini. Pensate che per ripagarlo venne imposta una tassa sul vino per ben 10 anni!  

Come già detto, l'Italia vanta di numerosi ponti denominati "del Diavolo". Tale denominazione è probabilmente dovuta all'architettura ardita. In particolare, il Ponte di Lanzo presenta una conformazione detta "a schiena d'asino". Secondo gli esperti che di certo ne sanno molto più di me riguardo l’architettura:
"tale assetto è dovuto alla volontà di attraversare con un arco a tutto sesto più ampio possibile il corso di un fiume, conformazione che fa aumentare automaticamente anche l’altezza al centro che supera così notevolmente quella delle spalle e delinea la forte inclinazione delle rampe. Ne risulta una sagoma dalla linea incurvata e dagli appoggi massicci in contrasto con il sottile spessore dell’arco in chiave."

Inoltre, in prossimità della chiave di volta, la linea superiore del ponte si acuisce, ricordando un arco gotico che risulta essere molto suggestivo immerso nel paesaggio naturale circostante.


La porta sul ponte
Ad oggi per attraversare il ponte, si passa sotto un’arcata che è quanto rimane dell'antica porta fatta costruire a fine 500. All'epoca, con l'imperversare della peste, si ordinò che venisse costruita una porta sorvegliata da guardie per evitare che forestieri si intrufolassero senza controlli, prevenendo così i contagi. Oggi della porta non rimangono tracce, se non l'arco appunto.

Oggi il Ponte rappresenta la principale attrazione architettonica della Riserva Naturale Ponte del Diavolo. Questa area protetta che si estende per circa 30 ettari è stata inserita nel sistema dei Parchi Regionali del Piemonte nel 1993. 

La Riserva offre la possibilità di dedicarsi a numerose attività, nel rispetto delle norme comportamentali per la conservazione dell'area. Infatti, vi sono diversi itinerari naturalistici e di trekking segnalati. Inoltre, si ha la possibilità di intraprendere attività di arrampicata guidata su roccia oppure escursioni didattiche. In aggiunta, una volta oltrepassato il ponte vi è anche un piccolo bar con tavoli all'aperto, in cui poter fare una sosta ristoratrice, godendosi le bellezze della natura e il paesaggio mozzafiato. In aggiunta se la temperatura lo permette, è possibile anche fare il bagno nella Stura e rilassarsi al sole, sulle rocce o sulla piccola spiaggetta, in quanto una volta oltrepassato il ponte si ha facile accesso alle rive del fiume. 

Per ultimo, ma non meno importante, una volta visitato il ponte e l'area circostante, si può approfittare per esplorare la cittadina medievale di Lanzo Torinese che con i suoi cunicoli, piazze grandi e piazzette, pare riportare indietro nel tempo.


I cunicoli della medievale
 Lanzo Torinese
 


Approfittatene per fare una sosta al Panificio storico di Lanzo, in attività dal 1855: il Panificio Rapelli. Qui potete trovare i prodotti tipici della zona prodotti in loco artigianalmente, come i dolcissimi Torcetti di Lanzo o le Paste di Meliga. Per gli amanti del salato, non può mancare l'assaggio dei tipici Grissini o della Toma di Lanzo. 





Insomma... la Riserva Naturale Ponte del Diavolo offre la possibilità di spendere una bellissima giornata nei pressi di Lanzo Torinese tra natura, storia ed inquietanti racconti popolari. 

Ma ditemi un po’... sono curiosa! Conoscete o avete mai visitato altri così detti Ponti del Diavolo?  

mercoledì 3 febbraio 2021

Bergamo - la città delle Fiabe


Buongiorno lettori! 

E ben tornati al nostro appuntamento 
con la rubrica "Luoghi Incantati di Italia".


Oggi voglio raccontarvi di una città in cui ho vissuto per due anni, da studentessa universitaria fuori sede. Una città che mi è entrata nel cuore da subito, e lì ci è rimasta. Una città che considero casa, rifugio, tranquillità. Una città incantata, che non posso fare a meno di amare e ricordare con grande malinconia.

Bergamo - la (mia) città delle Fiabe


Dedicare a questa città un solo post sarebbe riduttivo. Sarebbe anche impossibile raccontarvi attraverso i miei occhi questo luogo incantato esaurendo l'argomento in poche righe. Per cui, siccome sicuramente in futuro dedicherò altri post a Bergamo, ho deciso che in questo articolo vi presenterò la città in generale raccontandovi 5 curiosità!

1 - Bergamo alta e Bergamo bassa


Città Alta vista da Città Bassa
Forse non tutti sanno che Bergamo si sviluppa 
su due livelli: città alta e città bassa. Città Alta si sviluppa lungo le morbidi pendici di ben 7 colli diversi (esattamente come Roma!!), chiamati Colle Aperto, Colle di Rosate, Colle di Gromo, Colle San Giovanni, Colle San Salvatore, Colle Santa Eufemia e Colle San Michele del Pozzo. Città Bassa, invece, occupa il vallone sottostante. 


2 - Città Alta e le Mura Venete


La parte alta di Bergamo, Città Alta, è una vera e propria cittadina medievale. Pensate che è una delle poche città medievali italiane ad essere ancora oggi circondata dalle antiche mura difensive: le Mura Venete. Questa cinta muraria fu costruita a scopo difensivo sul finire del '500, nell'epoca in cui Bergamo era sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Per questo sono chiamate mura venete. A partire dal 2017 le Mura Venete di Bergamo Città Alta sono Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.


Le Mura Venete di Bergamo, Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.


3 - Le 4 porte di Città Alta

Porta San Giacomo


Essendo circondata da mura, a Città Alta si accede attraversando le quattro imponenti porte ancora oggi ben conservate: Porta San Giacomo, Porta Sant'Alessandro, Porta San Lorenzo e Porta Sant'Agostino. 




Porta San Lorenzo



La mia preferita è sicuramente Porta San Giacomo, quella che ogni mattina attraversavo per raggiungere la mia Università.



Porta Sant'Alessandro






Porta San Lorenzo, Porta Sant'Alessandro e Porta Sant'Agostino sono attraversabili anche in macchina! 


Porta Sant'Agostino






Porta Sant'Agostino è la porta più vicina all'ex Monastero di Sant'Agostino, oggi sede dell'Università degli Studi di Bergamo. 






4 - Piazza Vecchia e il Campanone di Città Alta


Piazza Vecchia, con il Campanone, Palazzo della Regione,
Palazzo del Podestà e la Fontana Contarini


La piazza principale di Città Alta è sicuramente Piazza Vecchia. Su questa antica piazza si affacciano infatti i palazzi più importanti: lo storico Palazzo della Regione, il Palazzo del Podestà e Palazzo Nuovo, oggi sede della Biblioteca. Torreggia imponente sulla piazza la torre Civica, chiamata da tutti "Il Campanone". Alle 22.00 di ogni sera il Campanone risuona 100 rintocchi. Al centro di Piazza Vecchia zampillano le acque della Fontana del Contarini, con le sue due sfingi e numerose statue di leoni, che sorreggono tra le fauci la catena che delimita la struttura. 
Sotto il Palazzo della Regione si apre un porticato. Proprio li, sotto i vostri piedi, sul pavimento, potrete osservare un bellissimo esempio di Meridiana Solare. Se attraverserete il porticato, lasciandovi alle spalle Piazza Vecchia, arriverete in Piazza Duomo, dove potrete ammirare la Cattedrale di Sant'Alessandro, la Basilica di Santa Maria Maggiore, il Battistero e la meravigliosa Cappella Colleoni.

Piazza Duomo con la Basilica di Santa Maria Maggiore e il Battistero
e la Cattedrale di Sant'Alessandro.


5 - Porta Nuova e il Sentierone di Città Bassa


Porta Nuova e il Sentierone

Al centro di Città Bassa si apre Largo Porta Nuova. In passato, questa porta, realizzata per l'ingresso dell'imperatore d'Austria Ferdinando I, rappresentava l'accesso a Città Bassa. Oggi è il nucleo centrale di Bergamo bassa, brulicante di gente che entra ed esce dai numerosi negozi, bar, ristoranti, o che semplicemente passeggia lungo il famoso Sentierone, che collega l'odierna stazione ferroviaria centrale di Bergamo con Città Alta.


Come vi dicevo, questo è stato solo un accenno alla mia Città delle Favole! 

Vi do appuntamento ai prossimi post, con altre interessanti curiosità su Bergamo!


sabato 30 gennaio 2021

Recensione "Antica Madre" di Valerio Massimo Manfredi


 Buon sabato lettori!!

Bentornati al nostro appuntamento settimanale con i libri!

Oggi vi avverto.... sarà difficile... tanto difficile... perchè per la prima volta mi trovo a scrivere una recensione di un libro che non mi è piaciuto assolutamente!



Titolo
: Antica Madre

Autore: Valerio Massimo Manfredi

Genere: Narrativa storica

Editore: Mondadori

Pubblicazione: 2019

Pagine: 218

Prezzo di copertina: 13.00 €

Voto complessivo: 5,5


Trama: 

Numidia, 62 d.C. Una carovana avanza nella steppa, scortata da un drappello di soldati agli ordini del centurione Furio Voreno. Tra leoni, ghepardi, scimmie destinati a battersi nelle venationes, la preda più preziosa e temuta è una giovane, splendida donna con la pelle color dell’ebano, fiera e selvatica come un leopardo… e altrettanto letale. Voreno ne rimane all’istante affascinato, ma non è il solo: le voci che presto si diffondono sulla sua incredibile forza e sulla sua belluina agilità accendono il desiderio dell’imperatore Nerone. Per sottrarla a un triste destino, Voreno ottiene il permesso di portarla con sé come guida nella memorabile impresa che è sul punto di intraprendere: una spedizione ben oltre i limiti del mondo conosciuto, alla ricerca delle sorgenti del Nilo che finora nessuno ha mai trovato.
E sarà proprio nel corso di questa incredibile avventura, fra monti e vulcani, piante lussureggianti e animali mai visti, che Varea – cioè “solitaria”, come rivela di chiamarsi la donna – svelerà il proprio insospettabile segreto.

La mia recensione

Mi dispiace moltissimo... ma sarò sincera! Questo libro proprio non mi è piaciuto! L'ho comprato perchè era da tanto tempo che volevo leggere qualcosa di Manfredi, siccome non avevo mai letto nessun suo romanzo ed ero curiosa. Allora, mi sono lasciata attrarre dalla copertina meravigliosa, dal titolo e dalla trama che preannunciavano la predominanza di un personaggio femminile forte.... ma, forse, avrò sbagliato scelta!

Siccome la mia filosofia di vita mi porta a trovare sempre qualcosa di positivo in ogni circostanza, diciamo che non butto via proprio tutto il libro. 

Parto infatti con il dire che - comunque - la storia l'ho trovata abbastanza originale come idea di base, ma non mi è assolutamente piaciuto come viene sviluppata. Mi sembrava di leggere per alcune parti un libro, poi un fotoromanzo, poi un saggio storico... insomma, registri un po' vari che mi hanno proprio infastidita. Per questo non l'ho trovata per niente una lettura piacevole.. infatti ho fatto molto fatica a leggerlo. Non vedevo l'ora di finirlo, ma non tanto per arrivare alla fine della storia, quanto per togliermelo di mezzo... Mi dispiace essere così dura, ma mi urtava proprio! A parte i cambiamenti di registro, anche lo sviluppo dei personaggi è pressoché incomprensibile e più volte mi sono trovata a chiedermi il perché sviluppare in quel modo una vicenda... inserendoci di mezzo una storia di amore sbocciata dal nulla in maniera assurda! Poi i personaggi secondari sono comparse, che parlano, con dialoghi ping-pong, che manco un fotoromanzo... 


Una delle cose positive in alcuni punti sono state le descrizioni delle ambientazioni. I paesaggi in primis: il mondo incontaminato e la forza della natura africana in contrasto con le città romane. Poi, in generale, la resa dell'ambientazione storica, le descrizioni degli ambienti urbani così come dovevano essere nell'Antica Roma, le vesti, i costumi, etc. Manfredi ricostruisce questo mondo con grande maestria, sicuramente grazie alla sua immensa formazione e competenza storica. Inoltre, le vicende del romanzo, ambientate al tempo dell'incendio di Roma e della congiura di Pisone contro l'imperatore Nerone, sono prevalentemente basate sulle opere di Seneca e di Plinio.  Quindi assolutamente nulla da ridere sulla ricostruzione storica... 
Altra nota positiva, il design e la grafica del libro. Il disegno di copertina, realizzato da Diana Manfredi (la figlia dell'autore!) è davvero bellissimo. Inoltre, c'è anche un inserto con una cartina a colori a visualizzare nel complesso l'area in cui si sviluppa la storia.

Valuto positivamente anche il finale, in quanto, seppur l'abbia trovato un po' banale come lo sviluppo del resto della storia, almeno è un lieto fine.... 


La mia pagella



Originalità della storia: 7
Impatto emotivo: 2
Sviluppo personaggio principale: 4
Sviluppo personaggi secondari: 2
Scorrevolezza: 3
Ambientazioni: 9
Colpi di scena: 6
Finale: 7
Copertina/Design: 10


Comunque, Manfredi ha scritto anche molte altre opere prima di questo suo ultimo romanzo, per cui, magari, un domani, potrei riscattare questa recensione negativa! 

Voi, avete mai letto qualcosa di Manfredi? 
Come lo trovate?

sabato 23 gennaio 2021

Recensione "Fairy Oak - La storia perduta" di Elisabetta Gnone

 Welcome back to our

 appuntamento fisso del sabato!


Vi preannuncio che questa di oggi sarà una recensione guidata dal cuore, perchè il libro di cui vi sto per parlare e il suo mondo, i suoi protagonisti e la sua autrice hanno profondamente segnato la mia infanzia!

Vi porterò con me, nel magico mondo di Fairy Oak! 

La spettacolare Elisabetta Gnone ha voluto farci un regalo nel 2020 (una delle poche gioie dell'anno passato!) e in occasione del 15esimo anniversario dalla pubblicazione del primo libro della saga "Fairy Oak - Il segreto delle gemelle"  ha riproposto al suo pubblico - fatto di bambini oramai un po' cresciuti ma sempre innamorati del mondo fatato di Verdepiano!! - una nuova avventura che si legge tutta d'un fiato, una storia che era andata perduta ....


Titolo: Fairy Oak. La storia perduta

Autore: Elisabetta Gnone

Genere: Fantasy per giovani lettori

Editore: Salani

Pubblicazione: 2020

Pagine: 388

Prezzo di copertina: 18.00 €

Voto complessivo: 10




Trama: 

«Le radici dei popoli sono come le radici degli alberi: consolidano il terreno per le generazioni future. E ogni storia perduta, o dimenticata, può contenere molte verità.»

Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immalinconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all'anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà.


La mia recensione


Non potevo non comprarlo e non leggerlo tutto d'un fiato! Soprattutto perché, fin dall'età di 6 anni ho vissuto immersa nel mondo magico ed incantevole di Fairy Oak, nutrendomi delle sue ambientazioni genuine e naturali, dei suoi personaggi buffi, saggi e divertenti, dei suoi insegnamenti profondi che tentano di trasmettere valori come l'amicizia, l'amore, l'unione e la sorellanza/fratellanza, il rispetto per ogni forma di vita! Ma questi valori li ho capiti solo crescendo. Da bambina ero semplicemente affascinata dalle due protagoniste Vaniglia e Pervinca e dalle loro storie e mille avventure entusiasmanti!
E ora, a distanza di anni, mi ritrovo tra le mani un nuovo capolavoro della Gnone che mi ha permesso di rituffarmi nel magico mondo di Fairy Oak e di ricordare la mia infanzia. 
Ho ritrovato i personaggi di sempre, con le loro caratterizzazioni precise; cresciuti sì, questo è vero, ma sempre loro. 
Ho ritrovato le stesse ambientazioni, la piazza di Quercia, la scuola Horace McCrips, la casa di Shirley. Tutto immerso nel verde e nella genuinità del piccolo e caratteristico villaggio abitato da curiosi, a tratti strambi, buffi ma saggi, personaggi.

Direi che a distanza di anni, la Gnone è riuscita a ricreare quel mondo che aveva oramai abbandonato da tanto, facendolo rivivere, senza alcuna forzatura.

Questa volta però ci racconta di una storia, una storia perduta, in cui c'entra una balena e il mare... ma non vi svelerò altro! Lo consiglio, sicuramente, perché trovo che sia in assoluto la migliore saga fantasy per giovani lettori! Firmata da un'autrice italiana! Un orgoglio, davvero! 

Per cui, consiglio vivamente di regalarla ai vostri bambini, nipotini, di leggerla magari anche voi se ne avete piacere! 


Tornerete a guardare il mondo con gli occhi dei bambini e (ri)scoprirete cose che nel mondo degli adulti solitamente vengono dimenticate!

Inutile dire che ho amato tutto della storia, dall'inizio alla fine! Ho gustato ogni risvolto della vicenda, ogni parola, ogni scena. Ho goduto a pieno del profumo di ogni singola pagina e della bellezza di ogni singola illustrazione di cui il libro, come fin dal primo volume della saga, è ricco. Inoltre, l'edizione Salani è spettacolare: copertina rigida decorata, inserzioni grafiche a colori, sovra-copertina in rilievo, decori e cornicette... insomma un capolavoro anche grafico, oltre che di scrittura! Un grazie infinito a Claudio Prati e Valeria Turati che sono riusciti a dare forma, con i loro disegni e colori, al magico mondo di Fairy Oak ed ai suoi personaggi che per sempre porterò nel cuore!

La mia pagella


Originalità della storia: 10
Impatto emotivo: 10
Sviluppo personaggio principale: 9
Sviluppo personaggi secondari: 10
Scorrevolezza: 10
Ambientazioni: 10
Colpi di scena: 8
Finale: 9
Copertina/Design: 10


Scoprite gli altri volumi della saga di Fairy Oak:


La Trilogia: 
  1. Il segreto delle Gemelle
  2. L'Incanto del Buio
  3. Il Potere della Luce

I Quattro Misteri: 
  1. Capitan Grisam e l'amore
  2. Gli incantevoli giorni di Shirley
  3. Flox sorride in autunno
  4. Addio, Fairy Oak

mercoledì 20 gennaio 2021

#untitled

 

Buon mercoledì lettori! 

Lo so, lo so... siete arrabbiati perché oggi avrei dovuto pubblicare un post per la rubrica "Luoghi Incantati di Italia" e ritardo a farlo.... ma....

...ho una sorprendente novità!!


Con questo post, oggi inauguriamo una nuova rubrica!!! La chiamerò #untitled, siccome non le si può dare un vero e proprio nome. In questa rubrica troverete post su argomenti vari, sempre inerenti a viaggi o libri, ma non strettamente legati a recensioni o ai luoghi incantati di Italia! Sarà una rubrica un po' minestrone o insalata... decidete voi cosa preferite! 



Oggi per esempio voglio raccontarvi 
una cosa curiosa e molto personale! 


Quando ancora andavo al liceo, verso i 17 anni se la memoria non mi inganna, trovai un post su Facebook che lapidariamente recitava: "I 50 posti nel mondo da visitare prima di morire!". Il post riportava una lunga lista di ben 50 città che secondo l'autore erano assolutamente da vedere almeno una volta nella vita!

All'epoca, 17enne affascinata dai viaggi, dall'explore e dal wanderlust, mi lasciai trascinare in questa impresa titanica, promettendo a me stessa che piano piano, un passo alla volta negli anni, sarei riuscita a viaggiare per tutte quelle città. 

Le scrissi su un fogliettino, evidenziai quelle già visitate e poi dimenticai la lista in qualche tasca del portafoglio, per molti anni. 

Ma.... caso vuole...

...qualche giorno fa l'ho ritrovata! 

La cosa mi ha fatto un po' sorridere, ma allo stesso tempo mi ha rattristato e soprattutto fatto riflettere. 

Soprattutto per il momento storico che stiamo attraversando, in cui fatichiamo a stare al passo con i cambiamenti di colore delle regioni e non possiamo neanche uscire, in certi casi, dai nostri comuni di residenza, a fronte di questa dannata pandemia mondiale. 

Pensare che fino a qualche tempo fa ero impaziente di 

prendere, andare, partire, visitare, esplorare nuovi posti e culture, progettare nuovi viaggi e avventure per depennare un po' alla volta tutte le città sulla lista.. 

...e invece, ora...

...la lista rimane lì, intonsa, in attesa che la situazione migliori, che si possa tornare alla vita di prima, a muoversi senza coprifuoco o autocertificazioni. E allora quando non si correranno più pericoli, non dico che andrò in capo al mondo, ma sicuramente andrò da mia nonna, che non vedo da una vita se non attraverso lo schermo pixellato di un cellulare. Riabbraccerò i miei amici, quelli lontani e quelli vicini. E forse allora mi dimenticherò di nuovo della lista delle 50 città, perché ci sarà tutto il tempo perso con le persone da recuperare. Per poi tornare a viaggiare ed esplorare senza fretta, in futuro, quando sarà di nuovo possibile e non ci saranno più rischi! 

Nell'attesa però, io la lista la lascio lì, in vista, appesa alla bacheca sopra la mia scrivania. 

Come speranza in una prossima ripresa, e come monito, per ricordarmi che, in fondo, non bisogna scappare dall'altro lato del mondo per vivere a pieno a la vita e che si può godere anche delle piccole cose che sono qui vicino a noi. 



Lo so, lo so che voi siete curiosi e non state riuscendo a leggere le città della lista!! 

Per cui ve le lascio qui sotto, nel post! 

Vediamo quante ne avete già visitate voi!

Alla prossima rubrica lettori!


50 posti da visitare prima di morire 

quando si potrà

1. Venezia, Italia
2. Siviglia, Spagna
3. New York, USA
4. Lasa, Cina
5. Rio de Janeiro, Brasile
6. Londra, G.B.
7. Marrakech, Marocco
8. Petra, Giordania
9. Roma, Italia
10. Varanasi, India
11. Firenze, Italia
12. L'Avana, Cuba
13. Kyoto, Giappone
14. Gerusalemme, Israele
15. Parigi, Francia
16, Pechino, Cina
17. Lalibela, Etiopia
18. Granada, Spagna
19. Atene, Grecia
20. Bagan Birmania
21. Kathmandu, Nepal
22. Città del Vaticano
23. Lisbona, Portogallo
24. Tokyo, Giappone
25. Istanbul, Turchia
26. Hoi An, Vietnam
27. Amsterdam, P.B.
28. Luxor, Egitto
29. Berlino, Germania
30. Jaipur, India
31. Lione, Francia
32. Oia, Grecia
33. Siem Reap, Campogia
34. Vienna, Austria
35. Cusco, Perù
36. Cartagena, Colombia
37. Zanzibar, Tanzania
38. Città del Messico, Messico
39. Singapore
40. Las Vegas, USA
41. Samarcanda, Uzbekistan
42.Sidney, Australia
43. S. Francisco, USA
44. Mont Saint Michel, Francia
45.Dubrovnik, Croazia
46.Bangkok, Thailandia
47. Buenos Aires, Argentina
48. Antigua, Guatemala
49. Praga, R.C.
50. Budapest, Ungheria